1  Come è iniziato il Festival

L'idea di tenere a Urbania dei “corsi musicali” fu del dott. Giuseppe Cota, Segretario Generale della Società Dante Alighieri. Era la sera della fondazione del Comitato di Urbaia della “Dante” (27 giugno 1986) e stavamo percorrendo il corso (il dott. Cota, mia moglie Anna ed io) per recarci proprio alla Sala Consiliare del municipio, dove si sarebbe tenuta l'assemblea costitutiva del Comitato. Ad un certo momento il dott. Cota si fermò, si guardò intorno e, dopo una pausa (tutto assorto, quasi ispirato), disse, abbassando
il tono di voce: ”Io li vedo bene dei corsi musicali ad Urbania”. Infatti, non è la lingua italiana la lingua universale della musica? E questo non solo per la musicalità che è propria della nostra lingua, ma anche per l'importanza davvero speciale della tradizione musicale italiana che tutto il mondo riconosce. Quest'intuizione, che si rivelò profetica, fu da noi ripresa e sviluppata. Ci apparve ben presto chiaro che questi “corsi musicali” sarebbero dovuti essere soprattutto dei corsi per cantanti lirici stranieri, interessati a perfezionarsi nel repertorio lirico italiano. Qui si vedeva più chiaramente il legame, veramente strettissiomo, fra la lingua italiana e il repertorio lirico italiano.
Chi ci aiutò ad elaborare uno specifico e originale programma di corso per cantanti lirici stranieri fu l'urbaniese maestro Maurizio Spaccazzocchi, professore al Conservatorio “Rossini” di Pesaro, e la polacca Genia Las (mezzo soprano), da tanti anni residente in Italia e grande amica di Anna.
Era l'agosto 1986, con una serie di incontri venne definito nei particolari il programma dei corsi. Fra l'altro venne individuato nel maestro Carlo Morganti, pure professore al Conservatorio di Pesaro, il “coach” che avrebbe dovuto fungere anche da direttore artistico. Che il programma, così com'era stato concepito e strutturato, fosse unico nel suo genere (in Italia e nel mondo) ce lo confermò poi, ufficialmente, il Ministero degli Affari Esteri.
I primi corsi individuali per cantanti lirici stranieri si sono tenuti nell'estate 1987 e nell'estate 1988 abbiamo avuto il primo gruppo organizzato, cioè il primo programma internazionale: “Oberlin in Italy” . Da allora, di anno in anno, i corsi hanno avuto un numero crescente di iscrizioni individuali e anche di gruppi organizzati.
Con tutta questa abbondanza di “materia prima” è stato facile concepire l'idea di organizzare un vero e proprio festival: il “Centro Studi Italiani Opera Festival” per giovani voci e strumentisti di tutto il mondo. Era la fine di maggio del 2000, anno giubilare per l'inizio del nuovo millennio. Coincidenza, questa, felice ed augurale.

 

L'inizio del Festival

 

Carlo Amedeo Pasotto, fondatore del CENTRO STUDI ITALIANI OPERA FESTIVAL, e Gian Carlo Menotti, fondatore dello SPOLETO FESTIVAL, a Spoleto, nel luglio 2000, durante la 43ª edizione del Festival.

Il Centro Studi Italiani Opera Festival ha iniziato la sua attività nel giugno 2000, dopo che da 14 anni il Centro Studi Italiani di Urbania organizzava corsi per cantanti lirici stranieri. La prima opera che il Festival ha rappresentato, il 26 e il 28 giugno, è stata "Amelia al Ballo", opera che il M° Menotti ha composto quando era ancora ventenne, studente al Curtis Institute di Filadelfia. Questa è stata la prima opera di Menotti e questa, per una felice coincidenza, è stata la prima opera rappresentata dal Centro Studi Italiani Opera Festival per giovani voci e strumentisti.

Gian Carlo Menotti, emigrato da giovane negli U.S.A., ha avuto grande successo in America e nel mondo. Ci auguriamo che le giovani voci e i giovani strumentisti, che da tutto il mondo, compreso gli studenti del Curtis Institute di Filadelfia, vengono al Centro Studi Italiani Opera Festival per perfezionarsi e debuttare in Italia, abbiano un altrettanto grande successo.

Questo è il messaggio che il M° Menotti ci ha inviato in occasione della nostra prima rappresentazione di "Amelia al Ballo": "Sono veramente desolato di non poter essere con voi questa sera ma purtroppo i preparativi del Festival di Spoleto non mi permettono nessuna scappatoia. Con le mie più sentite scuse invio a cantanti, orchestra, coro, direttore d'orchestra e regista i miei più cari auguri".

 

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2 Caratteristiche del Festival
     
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